I problemi delle email | Every Software Solutions


I problemi delle email



La posta elettronica (quanto la si conosce davvero?)






Anche se la usiamo tutti i giorni e, nella maggior parte dei casi ci è utile e non crea problemi, in realtà sappiamo poco della posta elettronica.
In questa sezione sono riportate alcune false convinzioni relative a questo servizio.
Sono suddivise in credenze relative alla consegna e al valore di prova.



Lo stato dell'arte






Prima di addentrarsi nei relativi elenchi è bene sottolineare che i servizi con ricevuta di ritorno esistenti nel mondo fisico e forniti dai servizi postali pubblici o da corrieri privati, non trovano corrispondenza nel mondo delle email classiche.
Le estensioni del Simple Mail Transfer Protocol (SMTP) che si occupano di fornirli - DSN (Delivery Status Notification) e MDN (Message Disposition Notification) - non sono in grado di svolgere lo stesso ruolo.
Per un approfondimento si può consultare Wikipedia alla voce
Return Receipt.
Gmail, il servizio di posta elettronica di Google, pubblica questo avviso:



False convinzioni riguardanti le email: la consegna







Se l'indirizzo è giusto, l'email arriva sempre. Falso.
C'è una buona probabilità che il messaggio arrivi a destinazione, ma ci sono anche cause endogene (il protocollo di trasmissione non fornisce garanzie assolute) ed esogene (casella email piena, server spento, ecc.), per cui l'email non arriverà mai ad essere depositata nella casella del destinatario.




Se il messaggio non viene considerato SPAM da un antispam, possiamo stare tranquilli. Falso.
Ogni antispam (e ce ne sono centinaia) ha le sue regole e i suoi algoritmi. Per di più, ogni sistemista lo può tarare in modo più o meno cautelativo. Naturalmente, non c'è modo di sapere se un messaggio sia o non sia Spam. Gli antispam attribuiscono un valore di
probabilità che somma vari fattori e permettono di fissare la soglia di probabilità sopra la quale il messaggio viene bloccato.




Se imposto l'opzione ricevuta di ritorno, quando l'email verrà aperta riceverò un messaggio di conferma. Falso.
La grande maggioranza dei mail server ha l'opzione di risposta disabilitata per i messaggi che provengono dall'esterno della rete aziendale. Il motivo? Non fornire informazioni ad eventuali hacker o a motori che inviano in automatico email casuali per conoscere se una casella è esistente.




Se il messaggio non viene recapitato, ricevo un'email di notifica dal server del destinatario. Falso.
Quando s'invia un'email con un client di posta (Outlook, Thunderbird, Lotus Notes, Mac Mail, ecc.), è possibile richiederlo ma non è garantito. Quando l'invio viene effettuato in modalità massiva da un mail server automatico, questa gestione deve essere prevista e appositamente programmata.




I casi di mancata ricezione sono così rari che non conviene prenderli in considerazione. Falso.
Non bisogna farsi fuorviare dall'abitudine di inviare messaggi singoli a destinatari conosciuti. In realtà il numero delle email che non arriva a destinazione è significativo. Molto dipende dalla qualità del messaggio inviato (formattazione rigorosa, correttezza dell'indirizzo, considerazione delle regole applicate dagli antispam più diffusi, qualità e tipologia dei destinatari, disponibilità continua del server di ricezione, dimensione e controllo del riempimento delle caselle di posta, validità e aggiornamento del sistema antispam/antivirus, ecc.



False convinzioni riguardanti le email: la prova







Molti utenti credono che il folder della posta spedita rappresenti una registrazione delle email inviate ai destinatari. Falso.
L'archivio della posta inviata rappresenta solo quello che un utente afferma di aver spedito.
Il destinatario del messaggio può sempre sostenere di non averlo mai ricevuto. E lo stesso mittente non può sapere se questo sia vero o falso.
In alternativa, il destinatario può sostenere di aver ricevuto l'email ma che questa conteneva un messaggio totalmente o parzialmente diverso da quello prodotto dal mittente, e lo stesso è vero per gli eventuali allegati.
I documenti contenuti nel folder della posta inviata si possono facilmente costruire o alterare, al punto che alcuni strumenti di posta permettono persino di spostare nel folder della posta inviata documenti che non sono mai stati spediti. Ancora più importante, non è in alcun modo possibile provare che questi documenti non siano stati manomessi (untampered proof).




Alcune organizzazioni pensano che la stampa di un messaggio inviato o ricevuto, rappresenti un modo valido per autenticarne il contenuto. Falso.
Se il contenuto di un'email è messo in discussione questo vale sia per la sua forma elettronica che per quella cartacea.




Alcuni utenti credono che il Time Stamp (data e ora) del messaggio di posta rappresenti una evidenza temporale che un certo messaggio è stato inviato in un determinato momento. Falso.
Il time stamp di un messaggio di posta dipende dal time setting del computer che ha inviato il messaggio. Di conseguenza il suo valore non ha alcun significato.




Moltissimi utenti pensano che se l'interlocutore risponde ad una email con una email di conferma, questo costituisca una prova che l'interlocutore ha ricevuto il messaggio e ha risposto con una conferma. Falso.
Grazie alla facilità con cui un messaggio di testo può essere modificato o creato dal nulla, una normale email inviata o ricevuta, archiviata elettronicamente o stampata, ha uno scarso valore di evidenza in una qualsiasi aula di giustizia, a meno che la sua autenticità, e quella degli eventuali allegati, venga confermata da entrambi le parti in causa.